La mostra NON SOLO LIBRI di Ruggero Maggi inaugura OFFICINA OPEN: un nuovo progetto culturale ed espositivo condiviso dall’Assessorato alla Cultura, da Il Melo e dal MAGA, nato dalla consuetudine alla collaborazione e allo scambio di opportunità e competenze propria di OFFICINA CONTEMPORANEA, la rete culturale urbana promossa da Fondazione Cariplo nel 2013 con la partecipazione di undici importanti enti e associazioni culturali cittadine.

Sede del progetto è la Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo, un ambiente particolarmente adatto a ospitare piccole ma preziose mostre dedicate a pratiche artistiche innovative,  capaci di aprire relazioni e sguardi tra le arti, tra le generazioni, tra le culture, tra le istituzioni.

Il programma di mostre e attività realizzate per OFFICINA OPEN si svilupperà lungo tutto l’anno accademico dell’Università Il Melo, da ottobre a maggio, secondo una visione che nascerà chiamando a collaborare artisti di generazioni e provenienze diverse e prendendo in considerazione le innumerevoli proposte culturali che quotidianamente giungono alle nostre istituzioni.

OFFICINA OPEN si presenta come un laboratorio di idee, uno spazio di sperimentazione e una risorsa per il territorio.

Le opere di Maggi selezionate per NON SOLO LIBRI rappresentano molto bene il desiderio di ricorrere a continui sconfinamenti tra le arti e le tecniche espressive tanto che il libro viene pensato e realizzato come oggetto artistico autonomo, creato per esplorare inediti territori di ricerca, per aprire finestre al di là delle quali si aprono nuovi mondi.

Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore, chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte.

La mostra apre con JE SUIIS TIBET, una dichiarazione di intenti incisa a laser che con semplicità rivela uno dei temi più cari a Maggi, la difesa della cultura tibetana, del Dalai Lama e di ciò che egli rappresenta, attorno al quale da anni sta sensibilizzando l’opinione pubblica e chiamando decine di artisti a confrontarsi con una cultura così antica quanto politicamente negata. 

VIDEO Maggi per Biennale Venezia maggio 2017

Maggi artista e Maggi grande promotore di cultura e di riflessione sulla contemporaneità, capace di sensibilizzare con chiarezza e delicatezza di opere e azioni su questioni che toccano noi tutti. Così è per questa mostra, quasi una Wunderkammer, una camera delle meraviglie, da percorrere con sguardo curioso dei particolari intrinseci in ogni lavoro.

Le meraviglie, le curiosità sono i libri, le pagine, gli innumerevoli oggetti che dialogano con le pagine a stampa, disegnate, negate, trasformate, sovrapposte, incollate, bucate con sapienza e con una certa ironica leggerezza e casualità che le avvicina a oggetti di sapore surrealista. I ricordi di infanzia, suoi o della figlia, gli amori spinosi, i ricordi letterari, gli omaggi a grandi artisti, l’attenzione alla natura, ai particolari soprattutto della natura, tutto converge in un continuum che rende la mostra un unicum in cui procedere con stupore e attenzione.

Emma Zanella, Direttrice Maga

Comments powered by CComment