Giosuè Allegrini

Annoverato tra i più stimati storici e critici italiani d’arte moderna e contemporanea - sua è l’estensione del Diagramma di Barr dal secondo dopoguerra ai giorni nostri - ha al proprio attivo numerose mostre e saggi, pubblicati su quotidiani nazionali, riviste ed enciclopedie d’arte, oltre ad interviste televisive su varie emittenti nazionali. Suoi lavori editoriali sono conservati presso i principali archivi e musei nazionali, fra cui l’Archivio Centrale dello Stato e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Ingegnere Navale e Meccanico, Ufficiale Superiore Sommergibilista del Genio Navale. Già Capo Ufficio Storico della Marina Militare, attualmente, nel grado di Capitano di Vascello, ricopre l’incarico di Capo Reparto Sistema di Piattaforma del Centro Supporto e Sperimentazione Navale a La Spezia.

Conferenziere apprezzato in vari consessi istituzionali e culturali: dalla Presidenza della Camera dei Deputati, a Palazzo Ducale di Venezia, dal Vittoriano al Vittoriale degli Italiani, Allegrini è stato, nel 2010, fra gli incaricati della musealizzazione del Sommergibile “Nazario Sauro” presso il Museo del Mare di Genova.

Nel 2011 ha presentato alla Presidenza della Camera dei Deputati - Palazzo Montecitorio - l’evento di consegna dell’opera pittorica, realizzata dal maestro Giuseppe Frascaroli, celebrativa del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.

Curatore di mostre istituzionali, ha al suo attivo i seguenti principali eventi espositivi: “I colori del tempo – 130 capolavori di cento grandi maestri del Novecento” (2012 – Pavia - Castello Visconteo), l’antologica di Franco Battiato “Jonia me genuit” (2013 – Pavia - Broletto) in collaborazione con Giuliano Allegri, “Visual Poetry - l’Avanguardia delle Neoavanguardie” (2014 - Venezia - Palazzo delle Prigioni – Pavia Castello Visconteo), “Pellizza da Volpedo – Studi e bozzetti dalla collezione Bellotti” (2014 – Pavia – Castello Visconteo), “Augusto Garau dal MAC alla Gestalt” (2014 – Pavia - Broletto), “L’Estroflessione italiana: da Castellani a Castelvecchi” (2014 – Pavia - Broletto), “Gianni Testa – Antologica” (2014 – Roma – Vittoriano) in collaborazione con Claudio Strinati, “Severino Bellotti – Antologica” (2015 – Pavia – Castello Visconteo), “African Art: capolavori di arte africana contemporanea” (2015 – Pavia – Castello Visconteo) in collaborazione con Sarenco, “Padiglione Tibet” (2016 – Pavia - Castello Visconteo), in collaborazione con Ruggero Maggi, “Onore all’Arma” (2016 – Torino – Castello di Moncalieri), “Marilena Sassi – Corpo Terra Mater” (2016 – Pavia - Broletto).

Nel 2017 ha partecipato, quale membro del Comitato Scientifico e collaboratore curatoriale, alla mostra “La Grande Guerra. L’Italia e il Levante” organizzata dall’Archivio Centrale dello Stato, ha curato la mostra “Dalla Bussola alla Girobussola” presso il museo dell’Antico Arsenale di Amalfi ed è stato sceneggiatore dei tre documentari “La Regia Marina nella Grande Guerra” prodotti da San Marino RTV e andati in onda su RAI Storia.

Quattro le sue partecipazioni alla Biennale d’Arte di Venezia: 54° edizione (2011 - saggio sull’opera scultorea dell’artista Dalya Yaari Luttwak – Arsenale), 55° edizione (2013 – presentazione evento presso il Padiglione di Taiwan – Palazzo delle Prigioni), 56° edizione (2015 - saggio di presentazione di Padiglione Tibet – Chiesa di Santa Marta) e 57° edizione (2017 - saggio di presentazione della mostra di Mail Art a Padiglione Tibet - Cà Zenobio).

In qualità di critico d’arte ha realizzato oltre 40 pubblicazioni fra libri d’arte e cataloghi di mostre, molti dei quali presenti nel servizio bibliotecario nazionale OPAC – SBN. Nel 2014 ha realizzato, a beneficio degli studenti delle scuole superiori pavesi, il quaderno didattico “Storia semplificata dell’arte moderna e contemporanea”.

Fra il 2013 e il 2017 l’Ufficio Storico della Marina Militare, da Lui diretto, ha editato 33 volumi di storia navale, da Lui presentati nelle ultime quattro edizioni del Salone Internazionale del libro di Torino.

Membro del comitato scientifico della Fondazione Branca e consulente di vari archivi ed ambiti artistici, Allegrini è stato insignito di numerosi titoli e onorificenze, tra cui: Cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavalierato dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e l’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro. Nel 2014 la Città di Milano e l’Associazione Onlus “Cultura e Solidarietà” gli hanno conferito il “Premio Stella al Merito Sociale” per attività storico-culturali con la motivazione “Per il profondo e indefesso impegno profuso in ambito culturale, che lo rende uno dei più stimati storici e critici d’arte attuali”.

 

Alberta Campitelli

Storico dell’arte, direttore dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Si è occupata di ville e giardini in area romana, pubblicando numerosi libri ed articoli sulle ville di Roma e del Lazio. Il volume su Villa Borghese, edito nel 2003 dal Poligrafico dello Stato, ha ricevuto il premio Grinzane Cavour-Giardini Hanbury. Ha organizzato convegni internazionali sulla conoscenza, tutela e conservazione di ville e giardini, curandone la pubblicazioni degli atti; ha partecipato a numerosi convegni in Italia e all’estero; tiene corsi presso diverse Università. 

Ha diretto interventi di restauro di arredi e giardini nelle ville romane, quali Villa Borghese e Villa Torlonia; ha curato il restauro delle sedi, ideato e realizzato il Museo della Casina delle Civette, il Museo del Casino nobile ed il Museo della Scuola Romana a Villa Torlonia, del Museo Carlo Bilotti a Villa Borghese e ne ha curato i cataloghi. 

Coprogettista di numerosi interventi di restauro del verde, di edifici e di arredi di ville storiche. Ha ottenuto nel 2001 una fellowship presso il Centro di Ricerche sui Giardini di Dumbarton Oaks, Washington, della Harvard University. Ha tenuto conferenze negli Istituti Italiani di Cultura di Berlino, Washington, San Francisco e Vancouver. Fa parte del Comitato editoriale internazionale della rivista Studies in the History of Gardens and Designed Landscape.
E’ rappresentante dell’Italia nell’ICOMOS IFLA e consigliere del Direttivo di ICOM Italia (2007-2012). Le ultime pubblicazioni sono “Gli Horti dei Papi. I giardini vaticani dal Medioevo al Novecento” nella collana “Monumenta Vaticana Selecta”, tradotto in inglese, francese e spagnolo e “Atlante storico delle ville e dei giardini di Roma” con altri autori.

Docente di “Gestione e allestimento di Musei”, Master of Art, LUISS -Vicepresidente e membro del ComitatoScientifico dell’Associazione Parchi e Giardini Italiani, convenzionata con MIBACT -Consulente UNESCO per la valutazione di progetti inerenti siti patrimonio dell’umanità (da ultimo Alhambra di Granada) - Membro del Consiglio di Amministrazione della Galleria Borghese -Coordinatore ICOM Lazio per il mandato 2016-2019 - Advisor member di ICOMOS-International Scientific Committee for Cultural Landscape -Advisor dell’American Academy in Rome.

 

Ruggero Maggi

Torinese di nascita, milanese di adozione, figlio del mondo, Ruggero Maggi vive intensamente il suo ruolo d‘artista e di uomo libero; un outsider non allineato, al punto che risulta difficile catalogarlo. Incomincia la sua attività di artista agli inizi degli anni Settanta con lavori giovanili, caratterizzati da un certo surrealismo e con l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà che la visione, volutamente, non riesce ad assorbire. Con il passare degli anni questa immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa sempre più evidente, in un rapporto di intensa “osmosi” con gli elementi del passato (il legno, la pietra, il fossile), che convivono energeticamente con elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), quasi una sorta di “sincronismo concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio “combina - dice Pierre Restany - elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il primitivismo con la sofisticazione”.

Ricercatore poetico-visivo, promotore della Mail Art e teorico “dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo d’Arte Moderna di Città del Messico, al Museo dell’Olografia di Parigi, al Maga di Gallarate e al Mart di Trento e Rovereto.

La sua ricerca poetica ed artistica si basa sulla sperimentazione di ogni possibilità tecnologica, utilizzando elementi quali il laser, l'olografia, il neon insieme a materiali primari come rocce, canapa, sabbia.

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Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1980 di X-ray art e dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi: “Caos italiano” 1998; “Caos - Caotica Arte Ordinata Scienza” 1999 - 2000; “Isole frattali” 2003, “CaoTiCa” 2004, “Attrazione frattale” 2006 (Premio Oscar Signorini – Fondazione d’Ars), “Caos e Complessità” 2009 (Università La Sapienza - Museo della Chimica – Roma),  “Caos, l’anima del caso” 2010, “Caotica.2014” Lodi e Jesi.

Ha partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia ed alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980. Fra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (1988) presentata al Media Art Festival di Osnabrück (D) e “Un semplice punto esclamativo” (1992) presentata alla Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia; fra quelle al neon: "Morte caotica" e “Una lunga linea silenziosa” (1993); fra le installazioni laser: "La nascita delle idee" (1993) presentata al Museo d'arte contemporanea di San Paolo del Brasile, “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994).

Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.

Nel 2008 a Villa Glisenti (BS) ed all’Art Centre della Silpakorn University di Bangkok, per un simposio artistico italo-thailandese dedicato alle problematiche del riscaldamento globale, realizza l’installazione “Ecce ovo”; come curatore presenta il progetto “Profondità 45 – Michelangelo al lavoro” sul rapporto Arte -Tecnologia.  Nel 2009 cura l’installazione site-specific collettiva “Prima o poi ogni muro cade” all’interno di PLAZA: OLTRE IL LIMITE 1989-2009 XX Anniversario della caduta del Muro di Berlino in Galleria del Corso a Milano. Tra i progetti di Mail Art: “GenerAction – un promemoria per le generazioni” progetto di Mail Post.it Art (2010) presentata presso la Galleria di Arti Visive del Melo di Gallarate e nel 2016 al museo MAGA di Gallarate, “TERRA materiaprima” (2016); nel 2017 a Palazzo Zenobio la 1° Biennale di Mail Art a Venezia.

Nel 2017 all'interno di Officina Open presso la Galleria di Arti Visive del Melo la mostra personale “Non solo libri” a cura di Emma Zanella.

E’ stato ideatore/curatore di PADIGLIONE TIBET durante la Biennale di Venezia nel 2011-2013-2015-2017, progetto esposto successivamente al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR), presso la Biblioteca Laudense di Lodi e al Castello Visconteo di Pavia. Nel 2014 Padiglione Tibet ha partecipato alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina.

 

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